
Un’isola di poesia nel cuore dell’Italia : così il grande critico letterario italiano, di origini liguri, Carlo Bo ha descritto le Marche, che …vivono per aria, sospese dentro un’idea di poesia quanto mai libera.
Anche altri intellettuali hanno decantato questa ex provincia dello Stato Pontificio: uno su tutti, lo scrittore vicentino Guido Piovene, che l’ha definita …quasi un grande giardino all’italiana. Fin qui le menzioni, che potrebbero continuare all’infinito.
Se, però, si volesse dare un’unica definizione, quale slogan si potrebbe coniare? Sicuramente Le Marche: una terra romanTica.
Avete visto proprio bene: la t è maiuscola. Non si tratta di un errore di battitura, ma di un accorgimento mirato a sottolineare la duplice dimensione caratteriale di questa terra: per l’appunto, romantica e romanica. Le Marche rappresentano il volto nuovo e moderno della Marca Anconetana, un volto prettamente rurale, là dove l’elemento terra ha sempre avuto un ruolo di spicco.
I costanti sforzi dell’uomo hanno consentito di rendere e mantenere attraente, incontaminato e gioioso, oltre che produttivo, il territorio e hanno, altresì, rappresentato la premessa di una politica turistica regionale improntata alla riscoperta e all’incentivazione della tradizione. La terra è il sudore e il sacrificio dei contadini, espressione della cultura popolare più vera. La terra è pietrisco puro, grezzo, privo di fronzoli, all’apparenza duro, ma dal cuore grande e fertile.
La terra è quel piano senza tempo sul quale scorre la storia e si appoggia il futuro. La terra, insomma, è il sostituto naturale del territorio, del comune, della provincia, della comunità montana – termini assai poco immediati –ed è difensore di diritto della vocazione rurale delle Marche. Una terra semplicemente romantica. Una terra dall’animo sensibile, che sa riservare sorprese ed emozioni forti. Sempre e comunque: di giorno e di notte, d’inverno e d’estate, con il sole e con la nebbia. In ogni dove: a partire dalla costa – Fiorenzuola di Focara (Pesaro e Urbino), Portonovo (Ancona), Torre di Palme (Fermo), Marano di Cupra Marittima (Ascoli Piceno) sono i testimonial più significativi – sino ad arrivare a tutti i borghi che animano l’entroterra. Borghi spesso lontani dalle principali vie di comunicazione, che si possono raggiungere attraverso percorsi magici, lungo i quali si ricreano sensazioni ed emozioni d’altri tempi.
Tanti piccoli Cuori per un’unica grande anima. Ma non solo: le Marche sono anche una terra romanica. Molteplici sono le testimonianze sia di carattere civile, sia religioso in tutta la regione, dislocate lungo le due vie consolari, la Flaminia e la Salaria, ma anche negli angoli più remoti e romantici. In conclusione: Le Marche: una terra romanTica vi interessano? Bene, allora preparatevi. Le Marche: una terra romanTica non vi interessano? Non importa, vi faremo cambiare idea.
Alla prossima puntata!